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ALBERT DAX DACAYANA ED IL SUO STILE:

PINOY KENDO

  

Introduzione

 Non sono passati molti anni da quando le arti marziali filippine, si sono affermate al pubblico in modo più “commerciale”, in particolare per la loro efficacia e spettacolarità. E’ proprio la validità di queste arti sia a mani nude che con armi (bastoni, coltelli, etc.), che sono state e sono tuttora oggetto di addestramenti ristretti e specialistici all’interno di corpi militari e speciali.

Il punto di svolta della loro diffusione si è avuto grazie al lavoro di insegnamento e propaganda effettuato da nomi illustri come Dan Inosanto, Richard Bustillo, Momoy Canete, Antonio Illustrisimo, Angel Cabales, Rene Latosa etc. che hanno saputo infondere ai loro allievi il fascino ed i segreti di questa arte.

  Chi si avventura nello studio delle arti marziali filippine può rimanere sconcertato dalla moltitudine di stili esistenti. Infatti se ne contano centinaia tra stili antichi e più moderni, ma solamente una trentina sono quelli più conosciuti al pubblico. Possiamo citare stili come San Miguel Eskrima, Lapunti Arnis De Abanico, Doce Pares Eskrima, Kalis Ilustrisimo, Latosa Eskrima, Balintawak Arnis, Cabales Serrada Eskrima, JKD/Kali, Lameco Eskrima, Arnis Defense Silat, e molti altri etc.

Questo articolo non vuole essere l’ennessima descrizione di uno dei tanti stili esistenti bensi’ la presentazione di un Gran Maestro e del suo stile personale chiamato di recente in Italia Pinoy Kendo Arnis San Miguel De Abanico (Pinoy significa filippino, mentre kendo la via della spada; mentre Arnis San Miguel De Abanico trae spunto dai due stili antichi omonimi San Miguel ed Abanico).

Attualmente esiste una federazione, a livello internazionale, che utilizza il suo nome originale che è Mig Sune Do (Mig da San Miguel, Sune che significa sole, limpido, per la semplicità e chiarezza nell' applicare le tecniche, Do che è  la Via per arrivare alla perfezione).

Presentazione del Maestro

 Cominciamo da una breve presentazione del maestro capo fondatore di questo stile, il suo nome è Albert Dax Dacayana.  Dax non è solamente Gran Master del Mig Sune Do “red belt”, ma e anche Gran Maestro 10° Dan di Combat Knife, 6° Dan di Karate Shotokan, 3° Dan Whin Chun,, maestro di Thai Boxe e membro della Federazione Mondiale Dei Maestri di Arti Marziali (la World Martial Arts Masters).

Nel 1962 Alberto D. Dacayana Sr., iniziò i suoi studi nell'unico stile di San Miguel Escrima, con l'ultimo gran maestro Felimon "Momoy" Canete. Momoy fu considerato, durante la sua vita, come la "Bibbia vivente dell'Escrima".

E’ durante questo periodo che Alberto Dacayana inizia a guadagnare riconoscimenti dal suo Gran Maestro come uno speciale combattente che poteva creare tecniche basate sull'anticipo. Nel 1970 fu conferita, ad Alberto, l'autorità di insegnare a migliaia di soldati a Camp Lapu Lapu, Lahug, Cebu City, come ufficiale istruttore di entrambe le arti marziali Escrima e Combat Judo, mentre era attivo nel servizio del Military Philippine Constabulary.

Nel settembre del 1971 Alberto Dacayana fondò il Mig-Sune-Do Escrima Club. Mig-Sune-Do è una evoluzione di arti marziali da quelle antiche fino alle ultime tecniche a mano nuda con singolo e doppio bastone. Queste tecniche di combattimento aiutano a sviluppare auto-stima, coraggio e disciplina. Esse sono una originale combinazione di Escrima, Combat Judo e Wing Chun Kung Fu che produce una perfetta difesa e sistema di combattimento.

Il Gran Maestro Alberto Dacayana vive a Roma e continua a diffondere l'arte del Mig-Sune-Do. Suo figlio il maestro Alberto "Jhun" Dacayana attualmente continua ad insegnare in Cebu City, Filippine.

Momoy Canete con la sua dedica al maestro Dacayana

 

Il Maestro con alcuni suoi allievi a Roma

Le armi del Pinoy Kendo

 Il Pinoy Kendo è un arte marziale che prevede tecniche di bastone singolo, doppio bastone, bastone e coltello (Spada Y Daga), coltello singolo o doppio (Daga Y Daga) e “Saguidas”, anche chiamato “Dos Puntas”, un piccolo bastone che copre poco più della lunghezza di un palmo che nella versione originale contempla due piccole lame (o punte) alle estremità, il tutto condito con tecniche a mano nuda di Combat Aikido (Dumog) e Whin Chun (Tapi Tapi).

 Negli stili tradizionali San Miguel il maestro insegna con bastoni di 80 cm. di lunghezza, che sfruttano l’allungo di questa arma con fendenti molto ampi ed aperti. Nel “real fighting” e nella difesa ed attacco a medio e corto raggio l’utilizzo di bastoni dai 66 ai 70 cm. è usuale, in particolare negli stili Arnis De Abanico, Balintawak, Istocada (l’utilizzo del bastone tenuto con tutte e due le mani),  e negli attacchi di anticipo sull’avversario.

Nell’utilizzo del coltello, il maestro è in grado di mettere a disposizione anche la sua esperienza esercitata come insegnante durante gli addestramenti militari. La rapidità con cui si susseguono i colpi affiancato dallo stile Whin Chun consentono di rendere l’utilizzatore di quest’arma temibilissimo. L’uso del coltello viene spesso affiancato a quello del bastone (Spada Y Daga) che rafforza e completa l’allievo con tecniche che consentono l’utilizzo istintivo del corpo in tutte le situazioni di combattimento provando le armi con differenti mani e con differenti impugnature.     

La spada viene utilizzata in particolare per le azioni a lungo raggio, e viene insegnata principalmente per tradizione e nei kata del Pinoy Kendo.

Nella “saguidas” si ritrova l’originalità di un arma veramente efficace e facilmente occultabile. La sua dimensione 12-14 cm. la rende, stretta nel pugno, invisibile all’avversario. La tecnica è quella di colpire i punti nevralgici dell’avversario utilizzando gli estremi dell’arma.

Essa ricorda molto l'arma chiamata Yawara (http://www.4-site.co.uk/goshin/kubohtm.htm)


Punti nevralgici della Saguidas

Una caratteristica fondamentale del Pinoy Kendo è quella che la tecnica nel modo di combattere non cambia passando da un tipo di arma all’altro, sia che si usi un bastone, un coltello, o la “saguidas”, ed anche nel combattimento a mani nude l’allievo non si deve porre problemi di affrontare l’avversario con un altro stile o modo di intraprendere un’azione: le braccia diventano il bastone o la spada.

 

Alcun armi tradizionali del Pinoy Kendo con l’originale “Saguidas” coperta da protezioni

 

Saguidas, Dos Puntas, Dolo-Dolo

Metodi di insegnamento

 Il modo di insegnare del maestro ricorda molto quei corsi “crash full immersion” che si fanno per imparare una lingua in poco tempo. Le tecniche sono subito messe in pratica alternando tecniche semplici e di media complessità. L’allievo inizialmente rimane sbalordito dalla loro efficacia ma soprattutto dalla loro ricchezza di combinazioni. Inizialmente si ha la sensazione di avere imparato troppo in poco tempo e di aver paura di non ricordarsi le tecniche, ma il risultato si fa subito vedere. Infatti, man mano che si procede nell’insegnamento, l’allievo istintivamente aggiunge mattone dopo mattone fino a fare proprie le tecniche imparate ed ad usarle in maniera naturale con quel concetto di “non mente” tipico di tutte le arti marziali.

Alcuni insegnamenti vengono rivolti solamente ad allievi più avanzati al quale il maestro infonde alcuni segreti della sua arte da non diffondere immediatamente ad allievi di livello inferiore. Il concetto di “via” per arrivare alla perfezione è immediatamente trasmesso allo studente.

 

Programmi con le armi

 Come detto in precedenza il Pinoy Kendo è un stile universale che si avvale di molteplici armi e tecniche a mano nuda. In funzione della situazione oggettiva del combattimento e della distanza il maestro può adottare tecniche differenti che subiscono gli influssi di stili differenti, di cui i più rappresentativi sono i seguenti:

· San Miguel

· Arnis De Abanico

· Balintawak

· Techniche basate sull’anticipo

· Istocada

· Whin Chun Tapi Tapi

· Whin Chun Stick

 

Qualunque sia la tecnica utilizzata i colpi vengono portati in rapida successione sul target dall’alto in basso, e da destra a sinistra, diagonali ed orizzontali, portando mediamente 3-4 colpi al secondo sul bersaglio. Molta cura è riposta nello “stepping” ossia nel lavoro delle gambe e del corpo che generano il giusto ritmo in tutte le situazioni. Il tipo di insegnamento è tale che l’allievo in presenza di un arma sconosciuta può padroneggiare la stessa con le stesse tecniche imparate durante le lezioni con le armi più classiche, e questo rende questo stile “universale”.

 Una breve descrizione degli stili.

 San Miguel

Il maestro usa questo stile antico principalmente per le lunghe e medie distanze in cui l’allungo del bastone è fondamentale. I fendenti sono molto larghi ed armoniosi e particolarmente incisivi contro avversari armati di armi corte come per i coltelli. Lo stile San Miguel comprende il singolo bastone, il bastone e coltello (espada y daga), doppio bastone, il singolo coltello, il doppio coltello (daga y daga) un lungo bastone (bangkaw). I colpi orizzontali, diagonali e circolari (redundo) vengono alternati in rapida successione ed insegnati anche tramite forme tradizionali (kata) nei 12 angoli principali di attacco.

Le tecniche di difesa prevedono un contatto diretto con il bastone avversario che può portare anche a leve, chiavi articolari e tecniche di disarmo. Il metodo di insegnamento prevede tecniche “counter-to-counter” ossia eseguite ripetitivamente con attacchi e parate alternate tra gli avversari senza un “cliche” fisso, questo  per arrivare a quella naturalezza dei movimenti che contraddistingue lo stile.

 

Bastone contro coltello



Bastone contro bastone


Tecniche di spada

Arnis De Abanico

Questo stile viene adoperato per il medio e corto raggio. Differentemente dal San Miguel i colpi vengono portati senza caricamento per sfruttare la velocità visto il “target” molto vicino. Lo stile prevede anche tecniche di leve, di controllo (tapi tapi) e di blocco. Particolare cura è posta nel movimento, molto dinamico, del corpo, con rapidi spostamenti avanti e indietro, destra sinistra, alternati ai colpi, per creare un giusto ritmo.

L’avversario viene colpito ripetutamente nelle aree scoperte, cercando di aprirsi un varco con la mano libera, spostando le braccia dell’avversario nella direzione opposta al potenziale colpo che viene inferto con un movimento che ricorda la forma di un ventaglio (abanico).

  

Abanico dopo un bloccaggio dell’arma avversaria

  

Tecniche di Balintawak con la parte inferiore del bastone

 

Balintawak

Tramite lo stile “Balintawak” il maestro è in grado di portare colpi, blocchi e difese sfruttando principalmente la parte inferiore del bastone. La distanza a corto raggio con l’avversario e l’utilizzo di spostamenti veloci consente di ottenere attacchi esplosivi.

 

Whin Chun Tapi Tapi e Whin Chun Stick

Nello stile Whin Chun Tapi Tapi e Whin Chun Stick si sfrutta parte dello stile Whin Chun abbinato alle armi. L’abbinamento del Whin Chun con le armi è decisamente efficace e ci si ritrova a portare tecniche di chi sao questa volta non con le mani nude ma attraverso l’utilizzo di armi più disparate: bastoni, saguidas, spade e coltelli.

Spada Y Daga

 Istukada

Nell’istukada i colpi vengono portati di punta e spesso il bastone viene tenuto con tutte e due le mani, per portare colpi potenti e ravvicinati e per disarmare l’avversario sfruttando l’utilizzo della seconda mano a rafforzamento della prima.

 Combat Aikido

Il Combat Aikido è uno stile  di tecniche a mano nude in particolare contro bastone che tende a creare sull’avversario leve articolari con corrispondenti fratture e tecniche di disarmo.

 

Tecniche di anticipo

Le tecniche di anticipo tendono ad evitare il contatto fisico tra le armi dei combattenti, puntando su rapidi movimenti tesi ad eludere le traiettorie dei colpi portati dall’avversario per poi andare a colpire i suoi centri nevralgici.

 

Addestramento

 L’addestramento prevede un programma graduale di esercizi che porta l’allievo a sviluppare il grado di istintività che contraddistingue questo stile. Ad esempio nel cosiddetto “Balle-Balle” l’allievo impara, nel primo grado, ad affrontare l’avversario sferrando i colpi a distanza, senza contatto, con tutto il bagaglio messo a disposizione da questa arte,  cercando di identificare tutte le debolezze del partner. Nel secondo grado i combattenti alternano parate ed attacchi  ripetutamente, sfruttando tecniche di Win Chun per aprirsi un varco nella difesa dell’avversario. Nel terzo grado l’allievo cerca, dopo un primo contatto fisico teso alla difesa da un colpo di bastone,  il  disarmo dell’avversario con successiva sequenza di colpi al bersaglio.

L’addestramento prevede anche combattimenti con protezioni e l’utilizzo di bersagli artificiali (come nella foto) che hanno come obiettivo quello di avvicinarsi quanto più possibile al combattimento reale (“real-fighting”).  Non sono precluse in quest’arte allenamenti più specifici per tornei sportivi oltre che per combattimento reale.

 

Addestramento con copertoni di automobili


Addestramento con protezioni

 Pierluigi Barbieri